Che cos'è

Tasi è l'acronimo di Tassa sui Servizi Indivisibili, la nuova imposta comunale istituita dalla legge di stabilità 2014. Essa riguarda i servizi comunali rivolti alla collettività, come ad esempio la manutenzione stradale o l’illuminazione comunale.

La principale novità della Tasi riguarda l’obbligo di versamento d parte dell’affittuario. La legge infatti stabiliva che nel caso in cui l’unità immobiliare fosse occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare, quest’ultimo e l’occupante sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria. L'occupante però doveva versare solo una parte del totale compresa fra il 10% ed il 30% secondo quanto stabilito dal Comune nel regolamento della Tasi.

Tale obbligo è stato abolito dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208). È stata infatti eliminata la quota TASI a carico degli occupanti/inquilini nel caso in cui l'immobile in locazione sia da loro utilizzato come abitazione principale, ad eccezione degli immobili di lusso (cat. A1,A8,A9).

Comodato d'uso

Con la legge di Stabilità 2016, il proprietario che concede in comodato un’unità immobiliare non di lusso (quindi non rientrante nelle categorie catastali A/1, A/8, A/9) ai parenti in linea retta entro il primo grado (genitori o figli), che la utilizzano come abitazione principale, ha diritto ad una riduzione del 50% della base imponibile su cui calcolare le imposte comunali IMU e TASI, a patto che sussistano le seguenti condizioni:

  • il contratto deve essere registrato presso un qualunque ufficio dell’Agenzia delle Entrate. La riduzione del 50% potrà essere applicabile solo dalla data di registrazione del contratto, che deve essere effettuata entro 20 giorni dalla sottoscrizione del contratto e che ha un costo di euro 232, 00 circa;
  • il comodante (il proprietario) deve possedere un solo immobile in Italia; il beneficio si applica anche se oltre all’immobile concesso in comodato, il comodante ha nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
  • il comodante deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.

Al fine di beneficiare della riduzione IMU per l’intera annualità 2016 (ossia a decorrere dal 1° gennaio 2016), è necessario che il contratto di comodato sia:

  • stato stipulato entro lo scorso 16 gennaio 2016. Si ricorda che, ai fini IMU, il mese si considera per intero se il possesso si è protratto per almeno 15 giorni (art. 9, comma 2, D.L. n. 23/2011);
  • registrato entro il 5 febbraio 2016, ossia entro 20 giorni dalla data di stipula dell’atto come previsto dal D.P.R. n. 131/1986 che disciplina l’imposta di registro.

Si tratta di una impostazione molto restrittiva che limita le possibilità del comodato gratuito a pochi casi: si deve essere proprietari di un solo immobile oppure di 2 immobili, gli immobili devono essere ubicati nello stesso comune e uno dei due deve essere necessariamente abitazione principale del proprietario. Con la condizione che l'immobile (o i due immobili) sia presente nello stesso comune dove il proprietario ha la residenza e la dimora abituale.